venerdì 13 gennaio 2017

Raggi - Berdini e il bando periferie 2016: “Fondi straordinari per pagare la manutenzione ordinaria” Il contributo di Lorenza Baroncelli.

(foto di Olivo Barbieri)

La giunta Raggi ha recentemente vinto il “Bando di rigenerazione delle periferie” promosso dal governo Renzi. 
Il progetto, presentato dall’assessore all’urbanistica Paolo Berdini, proponeva progetti per 50.000.000€ sebbene il bando prevedesse la richiesta di finanziamenti per massimo 18.000.000€.
Il progetto vincitore include interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (scuole, marciapiedi, piazze, aree verdi, piste ciclabili, arredo urbano) in vari quartieri periferici della città.
Istintivamente verrebbe da pensare: peccato!
Di solito si usano i fondi straordinari per finanziare grandi progetti strategici, cioè interventi capaci di rilanciare il tessuto sociale, economico, produttivo e culturale della città.
Penso a progetti integrati di risanamento delle periferie come Corviale (non mettendo due alberelli come stanno facendo nel bando) ma anche Tor Bella Monaca, Tor Pignattara, il Trullo, o operazioni di rifunzionalizzazione e rigenerazione delle ex-rimesse Atac, o operazioni di risoluzione di opere incompiute come gli ex-Magazzini Generali.
Di solito, i progetti di manutenzione ordinaria e straordinaria, come quelli proposti per il bando, si finanziano all’interno della spesa corrente o di investimento, ovvero con il bilancio comunale. Quelle della manutenzione ordinaria e straordinaria sono spese relativamente contenute che posso essere distribuite negli anni, facilmente finanziate con avanzi, economie, ribassi d’asta.
Ma per pagare la manutenzione ordinaria e straordinaria serve un bilancio previsionale.
Quando una amministrazione governa senza, ed entra in una “gestione provvisoria”, può solo assolvere a tutte quelle operazioni che evitano l'incorrere di danni patrimoniali certi e gravi e al pagamento delle spese per il personale, di residui passivi, rate di mutuo, canoni, imposte e tasse.
Tutto sommato, quindi, Berdini ha preso una scelta sensata.
Cosciente dell’incapacità della sua giunta di approvare un bilancio, ha preferito usare i fondi straordinari, che le altre città investono su progetti strategici, per riparare le buche o risistemare l’impianto idraulico di una scuola.
Perché, dopo aver detto no alle Olimpiadi e non riuscendo ad assicurare i soldi pubblici con un bilancio, questo tipo di fondi straordinari saranno gli unici che Roma avrà a disposizione.
Senza dimenticarsi, ovviamente, che è una scelta sensata anche dal punto di vista politico: piccole opere pubbliche come queste permettono di aprire cantieri rapidamente, far vedere che succede qualcosa, quietare gli animi, concentrare l’attenzione della stampa sul “taglio del nastro” e distoglierla dai problemi gravi che uccidono Roma.
Infatti il progetto prevede:
—1 scuola a Corviale
—10 aree verdi a Corviale, San Basilio e in IV, V, VI, VII, XIV Municipio
— 6 strade tra Corviale, San Basilio e in XV, XIII Municipio
— qualche pista ciclabile non meglio definita
Tutti progetti che Berdini si è trovato sul tavolo quando è arrivato.
Progetti già inseriti nel piano triennale di opere pubbliche e redatti dalle giunte precedenti.
Hanno vinto dicendo che loro avrebbero cambiato il destino delle periferie e continuano a dire che lo stanno facendo.
Virginia Raggi in un post del 17 settembre 2016, intitolato “Andiamo avanti”, si vantò di essere il primo sindaco ad aver investito 40 milioni di euro nelle periferie.
Luigi Di Maio, intervistato pochi giorni fa da Formigli su la7, alla domanda sull’operato dei primi sei mesi della giunta 5stelle, ha rivendicato di esser il primo partito ad aver investito 18 milioni di euro sulle periferie romane.
La verità è che non riescono ad approvare il bilancio previsionale quindi sono costretti ad utilizzare i fondi straordinari per finanziare la manutenzione ordinaria; usano i soldi del governo Renzi, per finanziare progetti elaborati da quegli stessi partiti che criticano tanto.
Ma soprattutto, non hanno la minima idea di come faranno a risolvere i problemi delle periferie di Roma. Mancano idee e capacità di gestione economica.

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