venerdì 4 novembre 2016

Il Campidoglio proroga le concessioni e, per ora, dice No alla Bolkenstein



Ancora un altro no. 
Un no che fa male a Roma e bene a pochi, alcuni di quelli che ieri festeggiavano in aula Giulio Cesare come sugli spalti di uno stadio a una partita importante per la vittoria dello scudetto. 
No alla Bolkenstein, la direttiva europea relativa ai servizi nel mercato interno, recepita dal Governo italiano con il decreto legislativo n.59/2010 e che rimette a bando tutte le concessioni per il commercio su area pubblica entro il maggio 2017. 
Con la mozione presentata dal consigliere 5Stelle, nonché presidente della commissione capitolina Commercio, Andrea Coia infatti, si chiede alla Sindaca di “attivarsi presso il Governo al fine di ottenere la proroga delle concessioni dei posteggi su aree pubbliche fino all’anno 2020, e intervenire presso l’Unione Europea per far escludere dalla direttiva Bolkestein gli operatori ambulanti e le microimprese operanti nel settore del commercio su aree pubbliche”. 
Tradotto NON TOCCHIAMO NULLA. 
E giù applausi come a un calcio di rigore andato a buon fine. 
I voti a favore non solo quelli della maggioranza, ma anche quella della destra. 
Quel suk disordinato che invade Roma, resterà così com’è e continuerà a operare fregandosene del decoro, delle regole e spesso della legalità, sfruttando lavoratori soprattutto stranieri. 
Una coltellata al fianco a un’idea e a una visione di una Roma degna di essere una capitale europea, degna della sua storia e della sua bellezza. 
Degna di essere una Roma Bella come la vorremmo in tanti. Nessuno nega che tra i proprietari di quelle licenze che vanno rimesse a bando ci siano persone oneste, ma a Roma, è cosa nota, esistono anche dei piccoli imperi familiari che agiscono da padroni e che continueranno a farlo. A discapito degli onesti, come spesso accade. 
Ma questa non è ancora una partita vinta; è solo un autogoal firmato Virginia Raggi e Movimento 5 stelle a danno della nostra città. 
E quelli che ieri esultavano con soddisfazione dovrebbero rendersi conto che non hanno vinto un bel nulla e che prima o poi (appunto maggio/giugno 2017) si renderanno conto di essere stati presi in giro.
Sì, perché è davvero difficile che l’Europa corregga la direttiva come chiede il consigliere Coia. 
Lo stesso che oggi sostiene questa proroga affermando che “ll Comune di Roma è totalmente impreparato a mettere a bando le 12000-15000 licenze. Infatti, ad oggi, non è disponibile un censimento dei posteggi relativi al commercio su area pubblica.”
Cosa falsa perché un censimento esiste ed era stato redatto la prima volta nel 2014 e poi aggiornato nel 2015. 
È lo stesso che agita lo spauracchio dell'invasione, all'interno del commercio su area pubblica, da parte delle società di capitali, incluse le spa...
Ma è anche è lo stesso che sul blog di Grillo il 22 febbraio 2016 gridava allo scandalo per l’anarchia delle bancarelle su via Tuscolana nell’articolo “Quer pasticciaccio brutto di via Tuscolana” in cui scriveva quanto segue:
“In analogia con il romanzo ed il film il "pasticciaccio" rappresenta l'intruglio di linguaggi e comportamenti, orrori e stupidità, della società italiana ed in particolare Romana. Allora come ora, le situazioni che viviamo ci appaiono ridicole piuttosto che comiche e al tempo stesso drammatiche e irrimediabili.
Via Tuscolana è ormai la rappresentazione dell'Anarchia che le istituzioni tollerano e alle quali nessuno vuole porre rimedio! Abbiamo combattuto con tutte le nostre forze per far approvare una risoluzione che ripristini la legalità ed il decoro sulle grandi arterie (Tuscolana, Appia ed in generale grande viabilità) del Municipio e ci siamo riusciti! Se verrà applicata dalla presidente rivedremo un po' di luce alla fine di questo tunnel. Abbiamo denunciato violazioni inviando foto circostanziate delle molteplici violazioni alla Polizia Locale e All'Ufficio Commercio.
A loro ci appelliamo per il controllo e l'educazione alla legalità!
Non ne possiamo più di vedere la città di Roma in questo stato e facciamo appello a tutti i cittadini che vogliono collaborare al ripristino del Decoro. E' il momento di restituire Roma ai Romani!”. 
Ecco. Restituire Roma ai romani. Per adesso non si fa. 
E prendiamo atto che anche Coia abbia cambiato idea.

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