mercoledì 30 novembre 2016

ROGO ALL'AUDITORIUM ALBERGOTTI "Oltre all'incuria, la totale assenza dell'amministrazione capitolina". Contributo di Alessio Conti




Uno degli impegni presi durante la campagna elettorale da Roberto Giachetti era quello di terminare le tante "opere incompiute" seminate in città, ricucendo così le piccole e grandi ferite urbane del nostro territorio. Una ricognizione iniziata già con le primarie (ne individuammo più di 100 in due mesi) oltre a un'analisi dei motivi che hanno portato allo stop dei lavori cui seguiva la nostra proposta, la nostra soluzione per risolvere il problema in tempi certi.
Tra queste opere, nei primi cento giorni, avevamo preso l'impegno di restituire alla città anche l'auditorium Albergotti che sorge nel Municipio XIII, nei pressi della Pineta Sacchetti. Un progetto di una struttura polivalente, da dedicare alla cultura e alle arti, nata ai tempi delle Giunte Rutelli/Veltroni proprio per colmare la scarsità di servizi pubblici e spazi aggregativi di quel quadrante di città.
La struttura era in dirittura d'arrivo, mancavano infatti solo piccoli accorgimenti tecnici e il completamento dell'adeguamento alla normativa in tema di sicurezza ed antincendio. Sarebbero bastate poche settimane per concludere i lavori e procedere con il bando pubblico per assegnare finalmente quel bene a una gestione che operasse nell'interesse dei cittadini, dopo 13 anni di attesa.
Un compito che il nuovo Sindaco di Roma poteva facilmente concludere in breve tempo.
Dal Giugno 2016 Virginia Raggi e il Movimento 5 Stelle sono al governo del Comune di Roma (e di quel Municipio) e in quel luogo, in cui doveva sorgere un mini-distretto della cultura, oggi c'è solo uno scheletro carbonizzato dall'incendio che stamattina ha avvolto tutta la struttura, per cause ancora ignote.
Al di là delle responsabilità specifiche, che spetterà alla magistratura accertare, ancora una volta è il Movimento 5 Stelle a latitare: ci stiamo lentamente abituando, nostro malgrado, all'incompetenza, all'impreparazione e al lassismo della nuova amministrazione, ma ancora una volta non c'è limite al peggio: la totale assenza sul posto di membri della Giunta municipale e capitolina nel corso dei lavori di spegnimento dell'incendio da parte dei Vigili del Fuoco. Un gesto di sensibilità, oltre che un dovere istituzionale, che abbiamo atteso invano.
Quando c'è da governare o da affrontare situazioni difficili nascondono la testa sotto la sabbia e Virginia Raggi troppo spesso dimentica di essere il Sindaco di tutti i romani, preferendo di gran lunga il ruolo di ultrà del Movimento 5 Stelle.
Triste esempio lo abbiamo avuto ieri quando l'Assemblea Capitolina, contravvenendo a qualsiasi regolamento e prassi istituzionale, è stata tenuta in ostaggio per un momento di pura propaganda elettorale. Nello specifico il Movimento 5 Stelle, che ha la maggioranza assoluta, ha approvato un atto per impegnare il Sindaco a schierare, in tutte le sedi, il Comune di Roma (e tutti i romani) per il "NO" al Referendum Costituzionale del 4 Dicembre. Un'Assemblea Capitolina che da mesi non si riunisce per decidere sui temi che interessano la città, come il trasporto pubblico locale, la gestione del ciclo dei rifiuti, la manutenzione stradale, ieri ha trovato il tempo per fare campagna elettorale ritenendo che i problemi della città possano, ancora una volta, attendere. Cara sindaca, oggi di "autoritario" e fuori dalle regole c'è solo la spregiudicatezza con la quale trattate le Istituzioni e affrontate la quotidianità amministrativa.
Di contro, l'unica "deriva" che i romani vedono è quella verso cui sta andando la nostra città, spinta dai venti dell'incompetenza, dell'inadeguatezza e dell'incuria.

Nessun commento:

Posta un commento