lunedì 10 ottobre 2016

In 100 giorni si poteva fare: l'intervento di Lorenza Baroncelli Roma Bella 1 Ottobre 2016

Cosa si poteva fare nei primi cento giorni per urbanistica e rigenerazione urbana.




Nei primi 100 giorni avremmo lavorato per accelerare e alleggerire la macchina amministrativa operando, dove ritenuto opportuno, secondo il principio della continuità amministrativa.
Situazioni come la torre della Telecom, dove la giunta Raggi ha inizialmente annullato il procedimento avviato dalla giunta Marino per poi tornare indietro e far annunciare oggi a Berdini la decisione di ritornare al punto di partenza, dimostrano come quella attuale sia un'amministrazione bloccata che ha perso 100 giorni per poi fare esattamente quello l'amministrazione precedente già aveva avviato.
Le torri della Telecom, la fiera di Roma sono solo due esempi di una amministrazione che dimostra di essere incapace di governare con una visione per la città ma che decide solo per dire no. Non solo non fanno, ma creano anche danni.
Queste decisioni, minano gravemente la credibilità della città allontanando ogni possibilità a nuovi investitori, nazionali e internazionali, di investire sulla nostra città.
Noi avremmo utilizzato i primi 100 giorni per costruire le basi per una nuova idea di città basata sui principi della rigenerazione urbana: no consumo di suolo, riqualificazione del patrimonio recuperando un ruolo centrale del pubblico, fondato sul principio del bene comune, nel processo di negoziazione tra stakeholder economici e cittadini.
Convinti che dire no solo su ideologie non elimina la corruzione, anzi la agevola perché l'unico modo per rompere il monopolio dei tanti additati poteri forti è aumentare la competizione tra gli investitori aumentando la propria credibilità.
Sempre seguendo il principio della continuità amministrativa e della credibilità internazionale, non solo nei primi 100 giorni noi avremmo proseguito il processo di candidatura ai giochi olimpici 2024 su cui i cittadini avevano già espresso il proprio parere favorevole attraverso la precedente consigliatura, ma avremmo potuto trarre giovamento di un positivo rapporto con il CONI per costruire in ogni quartiere di periferia un campo sportivo come già concordato durante la campagna elettorale.
Quando si governa le chiacchiere stanno a zero. Una città ha quattro modi per essere finanziata: gli oneri di urbanizzazione che provengono dalle nuove edificazioni, i grandi eventi, le tasse e le multe.
Se elimini gli oneri di urbanizzazione, come è accaduto ad esempio con le torri della Telecom, se dici no alle olimpiadi, ci sono due soluzioni per finanziare le scuole, gli ospedali, le palestre, i servizi sociali, ovvero la città pubblica: chiuderle e diminuire i servizi o aumentare le tasse.
Nei primi 100 giorni avremmo iniziato a sbloccare le opere incompiute. Sono decenni che periferie intere manca una strada, un capannone...
Noi quelle incompiute le conoscevamo tutte, conoscevamo tutti quello che mancava per completare le procedure. Li avevamo messi tutti online. Non appena saliti al governo avremmo iniziato a risolverli uno per uno e casi come quello del teatro di Tor Bella Monaca, in cui manca un corrimano da anni, li avremmo risolti nei primi 100 gg.
E' incredibile che una giunta che ha vinto con i voti delle periferie non si occupi minimamente di quei territori.
E infine, nei primi 100 giorni ci saremmo preoccupati di far tornare Roma ad essere bella. Ci saremmo occupati delle buche
La manutenzione straordinaria, subito con lo 06-zerobuche e l'avvio dei progetti per la manutenzione ordinaria.
Io sono una giovane amministratrice, sono assessore da solo un anno. Giustificare il mal governo perché "a Roma c'è un'amministrazione giovane che deve sbagliare" é inaccettabile: in 100 giorni si può vincere la candidatura a capitale della cultura, reperire 20 milioni per opere pubbliche, riaprire il primo dei tanti edifici abbandonati nelle nostre città.
Per governare ci vuole, prima di tutto, una visione politica chiara e determinazione.

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