lunedì 10 ottobre 2016

In 100 giorni si poteva fare: l'intervento di Alfonso Sabella Roma Bella 1 Ottobre 2016


 Cosa serviva nei primi 100 giorni al Comune di Roma



- Approvazione in Assemblea Capitolina e concreto avvio della Centrale unica di committenza già approvata dalla Giunta Marino per concentrare in un'unica struttura le migliori professionalità del Campidoglio e accentrare in un unico organismo le oltre 44 stazioni appaltanti e gli oltre cento centri di spesa di Roma Capitale.
- Costituzione del "Live team" presso il segretariato generale per controllare a campione e a sorpresa la regolare esecuzione in corso d'opera (e prima del collaudo o dei singoli S.A.L) dei contratti concernenti lavori e servizi.
- Pubblicazione della gara per un accordo quadro quadriennale diviso in 4/6 lotti per la manutenzione delle strade della grande viabilità (ancora oggi il Campidoglio ha fatto ripartire le disastrose gare semestrali) e predisposizione di un accordo quadro in quindici lotti per la manutenzione delle strade di competenza dei municipi.
- Adozione e/o completamento e/o adeguamento dei regolamenti indispensabili a cominciare da quello dei contratti (da adeguare al nuovo codice), da quello sulle cooperative sociali di tipo B, vere vittime di mafia capitale e da quello sui beni confiscati (cosa diversa dal mero protocollo d'intesa con la Procura).
- Intensificazione del sistema di controlli interni secondo il piano anticorruzione già approvato.
- Adozione di nuove e più stringenti regole in materia di trasparenza a cominciare dalla pubblicazione della situazione patrimoniale (e non solo economica) dei dirigenti già avviata durante la conciliativa Marino (P.es. la casa di Marra comprata da Scarpellini doveva essere sul sito del comune e non in un articolo dell'Espresso).

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