lunedì 10 ottobre 2016

In 100 giorni si poteva fare: l'intervento di Carla Ciavarella Roma Bella 1 Ottobre 2016

Cosa si poteva fare nei primi cento giorni per Patrimonio, Casa e progetti speciali.



- Occuparmi di patrimonio e di politiche abitative sarebbe stata una questione fortemente complessa e di grande esposizione a critiche, ma anche una grande sfida perché avrebbe imposto all’assessorato di lavorare insieme con i due dipartimenti del Comune e con i rispettivi assessorati dei Municipi che, secondo il programma di ROMATORNAROMA sarebbero stati attori front line del progetto di riforma dell’Amministrazione Comunale, con ambiti decisionali di diretto impatto sui territori di rispettiva competenza.
- Sarebbe stato pertanto necessario aprire immediatamente un tavolo di lavoro con i municipi per concordare il piano strategico d’intervento e le azioni prioritarie da avviare per tutelare le situazioni di disagio di quanti a ROMA non possono permettersi di pagare l’affitto di casa (circa 1700 nuclei, anche se oggi sul sito istituzionale del Comune – Dipartimento Politiche Abitative il numero delle famiglie che hanno bisogno di alloggio sono 1900).
Arrivando all’Assessorato non mi sarei limitata a prendere atto del bando di gara (mi riferisco a quello relativo alla ricerca di alloggi da destinare a residenze popolari) già in corso perché predisposto dalla gestione commissariale. Ne avrei predisposto uno ulteriore al fine di reperire maggiori disponibilità di alloggi per assicurarmi maggiori opzioni e per evitare di correre il rischio di mantenere in vita le convenzioni con i “residence”, indecorosi luoghi di emarginazione peraltro costosissimi.
- In tema di patrimonio la priorità per me sarebbe stata quella di proseguire nell’azione di ricognizione, censimento e valutazione dei contratti di locazione delle case di proprietà del comune di ROMA senza chiarezza di titolo a prezzi di gran lunga inferiori a quelli di mercato. Sarebbe stata un’operazione ponte tra obiettivi di medio e lungo termine a tutela anche delle risorse economiche a disposizione.
- Per fare tutto questo, avrei lavorato a stretto contatto con tutti i municipi per costruire concretamente un comune di prossimità ed avrei avviato un percorso di dialogo e di conoscenza del personale (dirigenti – funzionari e dipendenti comunali) impiegati nei Dipartimenti collegati con il mio mandato di Assessore.
- Devo infine dire che mi ha molto colpito la lettera inviata dal sindacato dai Dirigenti del Comune (DIRCOM) sottoscritta da 70 dirigenti al sindaco Raggi. E mi ha colpito perchè dei dirigenti pubblici in generale e dei dirigenti comunali in particolare si è sempre sparlato, spesso vengono considerati come dei lavativi, corrotti, incompetenti etc..etc.. In questa circostanza, la scelta di inviare una lettera e di dichiarare di essere pronti a condividere gli obiettivi e a mettere in atto le azioni amministrative conseguenti, appare un fatto atipico, inconsueto che dimostra, almeno per il momento, l’assenza di sensibilità ed attenzione al fattore umano, quello che invece è elemento che qualifica l’azione d’indirizzo e consente di provare a scommettere di nuovo sul futuro.

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